Paris mon amour

Fuga di tre giorni nella ville lumière

Per anni il richiamo di Parigi è stato insito nel mio cuore. Finalmente, dopo tanti rinvii, a dicembre sono stata per la prima volta nella capitale francese. Ci sono state molte difficoltà logistiche, per via degli scioperi dei trasporti dovuti alle proteste dei lavoratori d'oltralpe per la riforma delle pensioni. Queste però non hanno fermato la voglia di scoprire la città e di respirare la sua atmosfera pre-natalizia.

La partenza è stata dopo una giornata di lavoro in un giovedì dicembrino. Approfittando dei buoni collegamenti aerei diretti Firenze-Parigi, io e la mia metà siamo partiti da Firenze Peretola e siamo atterrati all'aeroporto di Parigi-Orly verso le ore 21.30. Presi i bagagli ci siamo diretti, con transfer privato, in zona Quartiere Latino all'Hotel Design Sorbonne, un 3* proprio di fronte alla celeberrima università parigina.

Fatto il check-in, siamo usciti ad esplorare i dintorni alla ricerca di un posto dove cenare, anche se in tardo orario (22.30). La nostra passeggiata ci ha portato fino al Panthéon dove abbiamo fatto sosta in un grazioso locale: La Crêperie; quale piatto più tipico di una crêpes a Parigi? Ambiente piccolo e intimo ben tenuto, camerieri sorridenti e piacevolmente pazienti nell'ascoltare un francese un po' arrugginito dagli anni trascorsi a parlare e scrivere in inglese. Per me una crêpes salata con impasto fatto di farine integrali e ripiena di funghi, formaggio e crème fraîche. Per Dario una omelette con contorno di insalata: un grande classico insomma. Non potevamo non concludere con una crêpes dolce in due: la scelta è caduta su una crêpes con burro salato e zucchero...paradisiaca! Chi ben comincia è a metà dell'opera!

Giorno 1: le musée du Louvre et la Basilique du Sacré Cœur

Quando visitiamo una nuova città vorremmo compattare nei pochi giorni di permanenza tutto quanto quel che c'è da vedere. Credo succeda a tutti.

Colazione nella minuscola sala dell'hotel e partenza a piedi verso il museo del Louvre con una camminata di circa 20 minuti durante i quali le condizioni atmosferiche sono cambiate da nuvoloso, a pioggia in maniera repentina. Ma, nonostante l'assenza del nostro ombrello, lasciato a riposare in hotel, siamo arrivati prima del diluvio.

Il Louvre non ha bisogno di presentazioni. Un pezzo di storia del mondo è racchiuso all'interno dei 60.000 metri quadrati di superficie espositiva. Memori dei vari consigli ricevuti e del poco tempo a disposizione, abbiamo fatto una cernita delle sezioni di nostro interesse e, oltre a visitare la zona degli appartamenti reali, che per me sono sempre di grande fascino, ci siamo immersi nella storia greca e quella romana con la ricca collezione di statue (come quelle raffiguranti le divinità, le ninfe, gli imperatori). Le mie preferite? Amore e Psiche, Diana e la maestosa Nike di Samotracia. Ci siamo persi a passeggiare nell'immensa pinacoteca, senza tralasciare grandi capolavori dell'arte pittorica come la Libertà che guida il popolo e la Gioconda. Di particolare interesse anche le stanze dedicate agli strumenti matematici e all'osservazione del cielo, oltre che alle collezioni di porcellane. Il mio unico rammarico è quello di non aver visitato la sezione egizia per chiusure programmate.

Usciti dal Louvre siamo stati a pranzo nel Bistrot Richelieu e abbiamo gustato piatti tipici locali: la soup du jour con porri, patate e sedano, la carne con le lenticchie per concludere con una cialda al caramello e panna. Il locale tipicamente parigino, con piccoli tavoli, pochi turisti e tante persone del luogo ci ha convinto di aver fatto la scelta migliore.

Terminato il pranzo ci siamo diretti verso Montmartre con tappa alla Basilique du Sacré Cœur. La mancanza di mezzi pubblici di trasporto si è fatta molto sentire, soprattutto nell'ultimo tratto impegnativo della scalinata. Arrivati in cima però la vista mozzafiato sulla città ha ripagato della fatica. La basilica è maestosa e al suo interno sono custoditi dei veri tesori. Inoltre rappresenta un rifugio per i pellegrini che possono includere questa tappa nei loro pellegrinaggi.

Di ritorno verso le Quartier Latin abbiamo fatto una piacevole passeggiata sul lungo Senna per ammirare quanto possibile, la Basilica di Notre-Dame, non accessibile al pubblico per via dell'incendio dello scorso aprile. Un vero peccato! Saranno state le luci della sera e il buio attorno ad essa, ma l'atmosfera tutt'intorno era pregna di malinconia e tristezza, nonostante la bellezza oggettiva del luogo.


Rientrati in hotel per una veloce rinfrescata dopo una giornata intensa di camminate, abbiamo prenotato con The Fork la nostra prima vera cena parigina e, tentati dalle buone recensioni, siamo stati in una piccola cantina, Le Porte Pot. I piatti scelti sono stati semplici e tipicamente francesi: Camembert con funghi champignons per me e Cordon Bleu per Dario, per concludere con una mousse al cioccolato. Che dire dei vini? Mi sono scoperta un'amante del vino rosso francese!


Giorno 2: la Tour Eiffel, les Galeries Lafayettes e Captain Fracasse

Muoversi a Parigi con i mezzi pubblici risicati è davvero molto difficile: l'ho già detto?! Per arrivare alla Tour Eiffel ci siamo diretti verso la Gare d'Austerlitz dove siamo riusciti a prendere un autobus diretto in zona. Abbiamo fatto una piacevole passeggiata attraverso le Jardin des Plantes, uno dei polmoni della città, all'interno del quale vi si trova un orto botanico, delle aree per bambini e viene utilizzato per delle installazioni di mostre all'aperto, come quella dedicata al mondo sottomarino, in corso in quei giorni. La torre Eiffel è uno dei simboli di Parigi nella sua struttura moderna che, soprattutto di sera, si mostra nella sua veste migliore. Non siamo saliti in cima ma siamo piacevolmente stati a godere della sua vista e di tutto ciò che intorno ai giardini di Champ-de-Mars. Per il nostro pranzo abbiamo optato per un altro bistrot in boulevard Saint-Germain, dal nome emblematico: Le Danton. Tavolo minuscolo con vista sulla strada e scelte culinarie in linea con la nostra filosofia di viaggio: Croque Monsieur per Dario e Croque Mademoiselle per me.

Dopo pranzo siamo partiti alla volta della Galeries Lafayettes dove, complice il sabato pre-natalizio, abbiamo trovato tantissime persone alle prese con lo shopping di Natale. Abbiamo acquistato dei pensierini da portare in Italia e abbiamo ammirato il maestoso albero di natale troneggiare al centro della struttura, esteso su tutti i piani.

Lasciata alle spalle la folla delle Galeries Lafayettes ci siamo concessi una passeggiata nel Quartiere Latino prima di rientrare in hotel per prepararci alla cena in battello, la croisière Captain Fracasse. Grazie a Uber siamo riusciti ad arrivare in tempo per l'imbarco. La cena, prenotata in precedenza, è stata molto romantica con un punto di vista diverso della città, quello del fiume. Il nostro tavolo, vicino ai finestroni della barca, ci ha consentito di godere delle meraviglie parigine in notturna. E così hanno sfilato davanti ai nostri occhi Tour Eiffel illuminata, Pont-Neuf, Musée Branly, Pont de l'Alma, Pont Alexandre III, Place de la Concorde, Musée d'Orsay, Pont des arts, Musée du Louvre, Conciergerie, Notre Dame de Paris, Ile Saint Louis, Pont Charles de Gaulle, Pont de Bercy, Bibliothèque Nationale, Ministère des Finances, Statue de la Liberté. Il tutto unito a buon cibo, buon vino e una piacevole musica di sottofondo: une soirée très jolie et amoureuse!

Giorno 3: le Panthéon e il rientro in Italia

L'ultimo giorno parigino lo abbiamo dedicato all'esplorazione dei dintorni del quartiere della Sorbona. Abbiamo visitato il Panthéon e la vicina chiesa di Sainte-Étienne (già dedicata a Sainte-Geneviève, patrona di Parigi). Abbiamo partecipato alla messa domenicale e poi ci siamo concessi un pranzo a la Crêperie, per chiudere la vacanza in bellezza, così come'è iniziata. Due crêpes salate e poi via verso la metropolitana alla ricerca di un treno verso l'aeroporto Charles-de-Gaulle da cui ci siamo imbarcati alla volta di Firenze dove siamo arrivati intorno alle 19.30.


Le mie considerazioni

Questa città mi ha rapita sin da subito: un museo a cielo aperto con una magnificenza di palazzi e costruzioni da emozionare ad ogni sguardo. In poco tempo, pagine e pagine di storia del liceo mi sono passate davanti e sono tornate alla mente con potenza. Il tempo è sempre tiranno e quando si tratta di fare delle attività coinvolgenti, come quella di scoprire una nuova città, sembra non bastare mai. Avrei voluto fare molte più cose e, forse, ad aver avuto i mezzi pubblici a disposizione con una frequenza maggiore, sicuramente sarei riuscita nel mio intento. Posso dire che ho avuto un trailer di Parigi ed ora attendo con ansia di vedere il film per intero. Il clima a dicembre è abbastanza freddo con temperature percepite che si aggirano attorno allo 0, ma questo non ci ha comunque fermati. Viaggiare è un bel modo per impiegare il tempo libero. Ed io attendo con ansia la prossima meta.


Se vi va di guardare una piccola gallery ecco il link: https://www.vitadaplanner.it/le-mie-foto

Al prossimo post.

SM

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